Opus Wine (centro storico) VOTO: 7+/10

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Se chiedete indicazioni su come arrivare da Opus Wine a qualche autoctono – cosa piuttosto normale visto la posizione un po’ nascosta tra i vicoli della vecchia San Giovanni Rotondo – non stupitevi se vi guarderà con aria interrogativa. Il ristorante è infatti conosciuto con il nome del proprietario e per tutti, nonostante nel frattempo sia diventato un ristorante, si chiama ancora “Enoteca da Pietro”. Ci sono  voluti più di dieci anni per trasformare quell’enoteca in un ristorante ormai affermato nel panorama enogastronomico di San Giovanni Rotondo. Prima enoteca, poi enoteca con qualche piatto, fino ad arrivare ad un ristorante con un una buona offerta culinaria. Anche se ancora oggi la passione per il buon vino e le buone birre rimane centralissima come la posizione di questo ristorante, appena dietro Corso Umberto I, cuore della San Giovanni Rotondo pre Padre Pio. E vale la pena andare a fare una passeggiata nell’anima della città dagli stretti vicoli e piccole chiese nascoste, solo così si può comprendere come il culto di Padre Pio abbia sconvolto la fisionomia della città.

Opus Wine si trova in una minuscola piazzetta, le due sale ricavate nella roccia sono molto carine e d’atmosfera. I pochi tavoli vengono disposti dove la roccia lo permette mentre d’estate la piazzetta viene occupata da qualche tavolino.

 

Come vuole la tradizione pugliese, si comincia con gli antipasti misti, per una volta non un’intera cena, ma una quantità giusta per gustare con soddisfazione un’altro piatto e un irrinunciabile dolce. Tra gli antipasti misti (che ovviamente variano a seconda della stagione) abbiamo particolarmente apprezzato l’ottima burrata, la verdura gratinata, e le carote all’aceto balsamico. Altrimenti si possono gustare dei piatti di salumi nazionali tra cui segnaliamo il carpaccio marinato di vitello (8 euro), la lonza arrosto all’aceto balsamico (4), gli involtini di mortadella e caciocavallo (4), il petto d’oca affumicato (5).

Tra i pochi primi a disposizione abbiamo scelto delle classiche orecchiette con verdura di stagione(7) e i paccheri con le puntarelle di catalogna. Entrambi i piatti ci hanno convinto, ma non conquistato. Mancava un po’ di mordente, quel frizzante che ti fa dire: ecco il tocco dello chef!

 

 

 

Tra i primi segnaliamo  anche i ravioli ripieni di scamorza e melanzane e i paccheri alla crudaiola(pomodoro e mozzarella di bufala).

Ma con i secondi di carne le cose vanno decisamente meglio, la scelta, tra carne locale e nazionale, non manca e la qualità la fa da padrone. Tra la carne locale d’avvero buonissimo e particolare l’hamburger di vitello (la carne non era macinata, ma quasi di piccoli straccetti compattati in un hamburger e ben pepati) dalla cottura perfetta: croccante fuori e al sangue dentro.

 

 

Poi ancora: capocollo e la salsiccia di suino locale (7), il filetto di vitello ai 4 pepi, il trancio di porchetta al forno (8). Tra la carne nazionale: entrecote di anguss alla griglia (24), stinco di agnello irlandese cotto al forno al vapore, tagliata di vitello alla griglia (24).

Ma la grancassa del finale rossiniano risuona con i dolci, assolutamente imperdibili. Non saprei quali consigliarvi tra il tiramisù agli amaretti (4), il semifreddo di cioccolato fondente al rum (4) e la fantastica crema di ricotta (3).

 

 

Usciamo dal ristorante, complice l’onesto conto, con un bel sorriso.

Oltre alla buona cantina, da Opus Wine troverete anche molte birre di prima qualità. Chiedete a Pietro per un consiglio!

Opus Wine è segnalato sulla guida Slow food.

 

Opus Wine

SERVIZIO: gentile, Pietro vi racconterà con passione la storia di qualche etichetta particolare

PARCHEGGIO: parcheggiate all’inizio di Corso Umberto. Il centro è isola pedonale. Cercate tra i vicoli dietro al Municipio.

PREZZO: 27 euro

GIORNO DI CHIUSURA: Domenica

INDIRIZZO: Traversa Castellana 12 – San Giovanni Rotondo

TELEFONO: 0882456413 – 3397832060

POSITIVO: atmosfera, ottimi piatti di carne, buona cantina, servizio cordiale, buon prezzo, prodotti del territorio

NEGATIVO: primi piatti un po’ “piatti”

PIATTO DA NON PERDERE: i dolci

 

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