Vino e Camino (Centro Storico) VOTO 7+/10

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Eccoci anche noi da Vino e Camino!

Era uno di quei giovedì alla fine di una settimana pesante, uno di quelli in cui la tua voglia di spignattare è pari a zero per cui ho letteralmente costretto Nicolò ad andare a cena fuori (anche perchè ci andiamo sempre per lavoro da soli o con colleghi, e finisce che insieme noi due ci andiamo meno spesso del previsto)!

Per cui la mia ostinazione si è rivelata l’occasione giusta per  provare la sede romana di “Vino e Camino”, che avevamo in mente là da un po’. Era il week end della beatificazione del Papa, e non vi dico in che condizioni strabordanti era la capitale, per cui ci eravamo rintanati a casa (all’epoca eravamo in affitto nel centro storico) e siamo stati felici di poter andare a piedi fino Piazza dell’Oro, affacciata su Corso Vittorio. C’era una strana calma per strada, tanto che ci eravamo chiesti dove fossero andati a mangiare i milioni di pellegrini.

Ed eccoci arrivati. Ambiente molto accogliente e curato: soffitti a volta con mattoncini a vista, che danno l’idea di stare proprio in una cantina, pavimenti in legno, tavoli ben distanziati tovagliati di rosso e con le candele accese, quadri interessanti alle pareti. C’è la mano di un bravo architetto dietro che ha trasformato un osteria in un ristorante vero e proprio. Appena entrati potrete vedere il forno a legna in cui sono cotti buona parte delle pietanze, rivestito di maioliche, ricordo dell’autentico “camino”. Non siamo stati nel ristorante originario (dove credo debba esserci il famoso camino!), quello di Bracciano, ma se sono arrivati ad aprire al centro di Roma, un bel po’ di strada devono averne fatta!

 

 

Abbiamo avuto a dire la verità un contrattempo iniziale, appena arrivati abbiamo salutato, ma c’è stato un momento di totale disorganizzazione, e abbiamo dovuto aspettare almeno 5 minuti lì in piedi prima che qualcuno ci prestasse attenzione. Lo precisiamo perchè è davvero un buon ristorante dove vieni seguito con sussiego, e questo è certamente un piccolo punto che si può migliorare.

Il menu è abbastanza vario e rimescola con sapienza ed ingegno i piatti della tradizione romana e laziale: lo troverete scritto, am vi consilgio di ascoltare il proprietario che vi racconterà anche le interessantissime proposte del giorno. Prima di dirvi cosa abbiamo scelto previso anche che la scelta dei vini è buona, anche quella al bicchiere, e che sono bicchieri “piacevolmente” abbondati (Ribolla Gialla per me e Marzemino per Nico, buonissimi tutti e due).

Quindi eccoci a scegliere tra i classici (e celeberrimi) tonnarelli cacio e pepe, gli strozzapreti alla gricia con cozze e pecorino (molto interessante, magari la prossima volta!), i paccheri con il pesto di pistacchi e le fettuccine al tartufo nero, ravioli ripieni di patate con pomodoro, menta e pecorino. Tra i paitti del giorno c’erano i ravioli con ripieno di spigola e dadolata di pomodori freschi (buoni, forse un po’ pochi) e  la zuppa di carciofi, fave e pecorino(buonissima!!! sapori perfettamente bilanciati e prodotti freschissimi di stagione)… e indovinate un po’ cosa abbiamo ordinato?

 

 

Per secondo ci siamo fatti tentare da un piatto interessantissimo. Come potrete facilmente immaginare, Nicolò ed io siamo molto affascinati dalla cucina molecolare, quella destruttrata, e anche qui da Vino e Camino abbiamo potuto apprezzare la fantasia e abilità dello chef (donna!). avete presente quel piatto casalingo, le zucchine ripiene, che si fa con le zucchine romane, quelle chiare e sottili, ripiene di un trito di carne appena condito, cotte al sugo? E’ un classico della cucina casalinga romana, e mi riporta all’infanzia e ai pranzi di primavera, tornata da scuola. In questo caso le zucchine ripiene sono state smontate, destrutturate fino a diventare una vellutata di zucchine con polpettine al pomodoro e basilico. Presentazione invidiabile, su piatto bianco fondo, con le micro-polpette la sugo delicatamente poggiate sulla vellutate, quasi fosse una zuppa con i crostini. bello a vedersi e buonissimo a magiarsi: è bello riconoscere un sapore noto, della tradizione e dell’infanzia, in una altra forma, struttura. Davvero un bellissimo piatto!

 

 

E c’è piaciuto così tanto che l’abbiamo ovviamente… rifatto a casa per voi (e ci è venuto davvero bene!). Per farlo anche voi cliccate qui.

Oltre a questo il menu offre diverse cose interessanti: lombata di manzo danese al forno a legna con patata al tartufo, Involtini di verza ripieni di carne e carciofi, Coniglio ripieno con fonduta al tartufo, Purè di fave con cicoria ripassata (tipicamente pugliese!), filetto alla piastra con aceto balsamico e finocchi, popette di melanzane fritte con uvetta e pinoli, zafferano e salsa di pomodoro.

Per quanto riguarda il dessert il menu non è molto ricco o fantasioso: crostata di frutta, mousse di cioccolato con panna oppure la bavarese di ricotta con arance e cioccolato, il millefoglie espresso con crema chantilly e il famoso zuccotto al caffè in porzioni gigantesche. Noi abbiamo assaggiato questi ultimi due…e non ci sono piaciuti: la chantilly pesante e poco aromatica e la sfoglia tutta sbriciolata, e lo zuccotto è pieno di panna al caffè, ma non ha una sua personalità. Sicuramente i dolci non sono il loro forte.

 

 

 

 

Un ristorante interessante, Vino e Camino, con dei piatti salati davvero ben ideati e realizzati.

N.B: La loro cucina è molto ben condita, per cui dosate la cena in maniera parsimoniosa.

 

Vino e Camino

PARCHEGGIO. è in pieno centro, sarà necessario parcheggiare fiori dalla ztl.

COSTO: 40 euro in su (compreso il vino)

SERVIZIO: accogliente e disinvolto, ma non ancora perfettamente rodato

INDIRIZZO: Piazza dell’Oro, 6 Roma

TELEFONO: 06.68.30.13.32

 

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